Comunicazione nel Web: Creare un Nuovo Marchio
Coloro che mi hanno seguito nello sviluppo di marketingori sanno bene quanto sia stato difficile dare vita a questo nuovo marchio. Nonostante avessi le idee molto chiare, il mio obiettivo era molto particolare ed ho dovuto lavorare sodo per individuare una soluzione che mi soddisfacesse.
In questo post vorrei fare un ripasso degli elementi da considerare preventivamente all’ideazione di un nuovo marchio. A fondo articolo trovate inoltre qualche micro-dato circa i risultati ottenuti – con la sola attività di branding – per il lancio di questo blog.
Posizionamento del marchio
Stavolta vi parlo di posizionamento in senso tradizionale ovvero della posizione che un marchio andrà ad occupare nelle mente delle persone.
Tale posizione è determinata dai valori che intendete esprimere e che devono essere stabiliti in base al tipo di target che avete intenzione di corteggiare.
Ad esempio: puntereste sul concetto di hi-tech per promuovere un negozio di antiquariato? Oppure sareste tranquilli se la vostra agenzia di viaggi trasmettesse un senso di stabilità?
Vision
Un marchio nasce in relazione a precisi obiettivi, finalità e per occupare una posizione al livello sociale anche in modo mutevole nel tempo.
Tutti gli scopi da perseguire devono essere attentamente studiati e delineati in quella che la comunicazione aziendale tradizionale chiama vision: la specificazione del percorso che un’organizzazione vuole intraprendere a lungo termine, in linea con i propri obiettivi.
Definire correttamente la propria vision significa gettare solide basi, all’insegna della condivisione di precisi valori che l’azienda vuole esprimere, stabiliti in fase di posizionamento.
Mission
Per mission si intende invece il documento con cui un’organizzazione rende noto al pubblico qual’è la sua area d’affari principale (core business), le sue politiche e le tattiche che intende adottare.
Al suo interno la mission comprende anche la vision, oltre alle strategie di business generali e ai valori su cui si intende puntare.
Questo inglobare al suo interno la vision, è causa della confusione evidente fatta dalle imprese italiane, per le quali questi due elementi spesso sono considerati sinonimi. Per inciso, in pochi li curano distintamente e molti, nel dubbio, non si preccupano di questi aspetti. Problemi loro!
Immagine Distintiva del Marchio
Stabilita la posizione da occupare sul mercato, le finalità, le strategie e le politiche aziendali è fondamentale mixare tutte queste informazioni per dare vita alla cosiddetta brand image ovvero all’insieme degli elementi che distingueranno il nuovo marchio in tutto e per tutto.
Scatenate qui la vosta fantasia per inventare trovate originali, metodi non convenzionali e raffinare tecniche del passato: gadget, comunicati stampa, promozioni, modo di comunicare con i clienti, ecc… sono tutti elementi su cui giocare allo scopo di creare un’identità d’effetto.
Ah… non vi dimenticate del nome!
Qualche dato
Per marketingori il mio obiettivo è stato ideare un marchio caratterizzante, che si distinguesse dai numerossisimi blog di marketing che sono presenti in Italia. Volevo che il nuovo marchio mi rappresentasse e che allo stesso tempo trasmettesse praticità ed essenzialità.
Per questo ho giocato sul nome affinchè fin da subito si potesse ricondurre alla mia persona, utilizzando colori rilassanti come celeste, bianco e grigio.
Al livello editoriale mi sono invece imposto una linea all’insegna di esempi pratici e di soluzioni replicabili. Punto sui valori che ho scelto anche nei rapporti con i clienti con i quali cerco di non utilizzare termini di settore provando ad essere meno tecnico e più concreto possibile.
Se il mio tentativo sia riuscito… spetta a voi dirlo anche se in dieci giorni di vita, tramite marketingori e la sola attività di branding ho ricevuto decine di email e ben 4 richieste di preventivo.
Io continuo su questa strada e voi?

Commenti (4)
Tutto giusto Francesco, ma… alla fine noialtri come facciamo a creare e posizionare il nostro marchio?
Però! Complimenti!
Io tengo un profilo volutamente basso e poco aggressivo, in questo periodo.
Ciao
Ciao Maurizio!
Il tuo commento mi ha stimolato a fare alcune doverose precisazioni, soprattutto per i non addetti ai lavori.
Chiedo scusa poiché sarà come un secondo post, ma credo che questo non possa essere altro che positivo.
Quello che ho cercato di esprimere è che un nuovo marchio si crea a partire dal mix degli elementi che ho citato. Non ho volutamente scritto il classico step-by-step poichè io stesso, sulla base del progetto che mi ritrovo, utilizzo tecniche e metodi differenti.
Ad esempio, per questo blog inizialmente ho pensato di:
Individuare i valori su cui posizionare il marchio, con una velocissima indagine sul target.
Fare un brainstorming per trovare il nome.
Ispirarsi al nome per creare una sorta di “concept” che facesse da cornice, in termini di immagine coordinata (logo, bog template, carta intestata, ecc…).
All’atto pratico: punto 1 andato a buon fine. Punto 2… ho fatto tre brainstorming da cui non ho ottenuto risultati in termini di nome ma grazie ai quali ho compreso che certe mie valutazioni iniziali erano errate (ad esempio, certi valori entravano in “conflitto”). Il punto 3 è quindi saltato perchè ho preso una strada differente.
In sostanza, sono dell’opinione che è indispensabile comprendere le logiche di base del branding e studiare il target per trovare il giusto modus operandi.
—————-
Anche la mia affermazione su email e preventivi ricevuti merita un chiarimento (detta così sembra che abbia fatto fortuna).
Punto primo: preventivi non significa vendite! Con questo dico che sono entrato in contatto con potenziali clienti ma, di tali contatti, non posso ancora esprimermi sulla qualità.
Punto secondo: nell’attività di branding includo anche il passaparola che si è sviluppato tra le persone che già conoscevo e che, diversamente dal passato, mi hanno contattato poichè “catturati” da questo nuovo progetto.
L’affermazione voleva essere tutt’altro che autocelebrativa e il mio intento era di dimostrare che anche le piccole realtà possono trarre vantaggio da un’attività di branding condotta con criterio.
Chi si impegna e ragiona può raggiungere risultati soddisfacenti!
—————-
Approfitto per farti anche una domanda, se non sono indiscreto. Perché scegli di tenere un profilo basso e poco aggressivo?
Senza, ovviamente, entrare nel merito delle tue strategie, ti va di condividere qualche ragionamento su questo aspetto?
Ciaoooo
Wow Francesco,
penso che ripercorrere insieme a te le fasi che hanno portato alla nascita del marchio Marketingori possa essere un’ottima fonte di ispirazione per chi si trova a dover ideare un brand!
Riguardo alla tua domanda, la ragione sta semplicemente nel fatto che, adesso, so già come dovrò rispondere ad una richiesta di preventivo, ancor prima di aprire la mail. Anche se, a volte, mi spiace, perché si tratta di sfide avvincenti.
Mi hai dato una buona dritta Maurizio.
Nel prossimo post di questa categoria racconterò tutte le fasi con cui ho iniziato a promuovere il brand… dico iniziato perchè tutto è ancora giovane e il più è da fare!
Ciaooo