Performance di una Newsletter nell’e-Commerce

Con l’arrivo del 2009, tra le nuove commesse ce n’è una in cui mi è stato affidato il compito di monitorare e studiare le performance di una newsletter nel settore e-commerce, attiva da nove mesi e con circa 10.000 iscritti.

Non essendo la lista nuova, ho avuto subito a disposizione dati del passato da poter comparare con quanto sto rilevando attualmente. Infatti, con il primo messaggio inviato alla lista (dopo aver ricevuto la commessa) ho già avuto materiale su cui lavorare, da cui è anche nato un piano di studio in merito ad alcuni fenomeni riscontrati.

Vediamo una prima analisi condotta su uno dei problemi notati, dove vi mostrerò alcuni dati a corredo e proposte risolutive (altrimenti a che servo io?). ;)

Problema di comunicazione ed altri dettagli

Come vi ho accenato sopra, già controllando le statistiche del primo messaggio inviato noto che c’è qualcosa di strano: tra le email recapitate, solo 1 su 10 viene letta. Controllando gli invii passati noto che la tendenza è la stessa, ma la cosa non mi convince e mi chiedo se sia possibile ottere di più.

Con il cliente e con il responsabile Web Marketing del sito abbiamo optato per verificare se esistono elementi d’intereferenza sul processo mentale che porta l’utente a fare clic sulla newsletter per leggerla. Nel piano di studi a cui ho fatto accenno in apertura, abbiamo puntato a studiare:

  • la qualità della lista degli indirizzi email per accertarmi che siano utenti interessati alle promozioni offerte dal mio cliente;
  • il titolo del messaggio che deve essere originale, attrattivo e destare interesse tra le decine (se non centinaia) di altre email non lette;
  • il campo mittente dell’email che se non impostato correttamente può creare sfiducia e portare l’utente a non aprire il messaggio.

Il nemico eterno: lo SPAM

Altro aspetto da approfondire, grande nemico di chi si promuove con l’email e le newsletter, è lo spam. Spesso infatti, può accadere che il messaggio inviato venga catagolato automaticamente dai filtri antispam come “indesiderato” e non arriva neppure sotto gli occhi dell’utente.

Accertarsi che questo non accada, è fondamentale per stabilire se le non letture siano dovute a problemi di comunicazione e non a problemi tecnici.

Conclusioni

Questa che vi ho presentato è solo una delle strade da percorrere per migliorare le performance di una newsletter, come avete visto, anche in termini di comunicazione.

Voi analizzate le performance delle vostre newsletter? Un dato sui lettori come quello presentato, vi farebbe preoccupare o vi lascerebbe indifferenti? Ci sono secondo voi margini di miglioramento? Sono curioso… :D

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Citazioni a questo post (1)

Commenti (3)

Beh, se può esserti d’aiuto, posso dirti che almeno il 50% delle email inviate per la YoYo News e la Maisazi News, viene aperta e spesso anche di più. Ti dirò, persino le visite delle risorse presentate, sono altissime (molto più che il 10% che indichi tu).

Probabilmente andrebbe fatta una operazione di bonifica e verifica della continuità dell’interesse, tipo quella che proprio in questi giorni noi abbiamo in corso. Perderai un bel po’ di iscritti, ma ti resteranno quelli veramente interessati.

Avrai meno problemi di spam (visto che dipende molto dal numero di invii) e migliore qualità statistica.

Fradefra tu dici che :
Avrai meno problemi di spam (visto che dipende molto dal numero di invii) e migliore qualità statistica.

Ma non basta impostare il prog che ti gestisce la newsletter e fare in modo che ad esempio invii 20 email per volta e poi riparte a spedire le altre??

La bonifica non si fa come criterio anti-spam, ma per essere certi che chi s’è iscritto sia ancora interessato. Infatti capita spesso che una persona si iscriva poi nel tempo perda interesse o cambi attività, ecc.

Per lo spam in sé, sì, si può usare il metodo che suggerisci tu.

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