Lo Studio del Target per Ideare un Marchio

Come suggerito da Maurizio, con questo post voglio iniziare a raccontarvi quali attività ho svolto per inventare e lanciare marketingori.

La prima, che sarà oggetto di questo post, è lo studio del target, il cui obiettivo è identificare il profilo del pubblico (nel caso del web, i navigatori) potenzialmente interessati ai servizi che in linea di massima intendiamo vendere sotto il nuovo marchio.

Vediamo quali step ho seguito per condurre questo studio che da un lato richiede tempo e dedizione, dall’altro può trasformarsi in un’attività estremamente divertente.

1. Definire lo scenario di partenza

Il mio obiettivo è stato quello di ideare un marchio da “collocare” nel settore della consulenza in marketing e comunicazione online per aziende di piccole dimensioni, leggermente dubbiose verso il mezzo Internet ma che tuttavia sono incuriosite, tentate dall’utilizzarlo.

Ho riflettuto inoltre su chi, per conto di questo tipo di aziende, potesse rivestire la figura di “referente” e impersonificare il committente per una richiesta di consulenza. Nel mio caso si tratta solitamente del titolare dell’azienda stessa, oppure il responsabile di turno che si interessa vagamente di nuove tecnologie. :P

Il risultato di questa prima serie di azioni è stato un primo e iper-sintetico profilo delle persone che intendevo avere come potenziali clienti.

2. Osservare il Target Offline

Presi i primi appunti, mi sono calato nei panni dell’osservatore e ho iniziato a frequentare corsi, incontri e conferenze d’interesse per le persone dal profilo di cui al punto 1 e in qualche modo correlati ai servizi che intendo offrire. Osservare i potenziali clienti quando interagiscono tra di loro, in contesti correlati ai prodotti/servizi che intendete vendere sotto un nuovo marchio, è spesso più illuminante di qualunque indagine di mercato quantitativa esistente.

Il risultato di tale osservazione (1-2 presenze a conferenze mirate possono essere sufficienti, per progetti non eclatanti) è una lista di annotazioni riguardanti le necessità e le priorità registrate dalle parole, dalle discussioni, dall’abbigliamento e dall’atteggiamento dei partecipanti che corrispondono al profilo di partenza.

3. Osservare il Target Online

Esattamente a come si fa offline, anche online è necessario frequentare i luoghi di aggregazione del proprio target alla ricerca di informazioni.

Per quanto mi riguarda si sono rivelati di particolare utilità:

  • Blog di persone che corrispondessero al profilo iniziale da me individuato, anche non strettamente a tema web marketing.
  • Forum dove persone agli inizi della propria attività imprenditoriale online discutono dei problemi ad essa connessi, e che per gli esperti di settore risultano conversazioni banali. A tal propsito per gli interessati, consiglio vivamente di frequentare il forum dell’AICEL, l’Associazione Italiana Commercio Elettronico dove si trovano spunti veramente di valore.

Anche per questa seconda fase di osservazione, come risultato avremo una serie di appunti sui bisogni e i desideri di quelli che saranno i nostri futuri clienti.

4. Stilare il Profilo

Ultimo punto è stato quello di riunire tutti gli appunti presi, razionalizzarli e produrre un bel documento da tenere come riferimento eterno. :)

Nel caso di un analisi del target fatta per ideare un marchi destinato al web, un documento del genere dovrebbe contenere almeno le seguenti sezioni:

  1. Sezione Introduttiva dove si spiegano gli obiettivi dello studio, l’utilizzo che se ne dovrà fare (soprattutto se riferito al progetto per conto terzi) e una brevissima sintesi del contenuto del documento.
  2. Specifiche sul Metodo Utilizzato ovvero da quali fonti abbiamo preso i dati, perché proprio quelle e non altre, oltre al procedimento con cui lo studio si è svolto.
  3. Profilo con le Attitudini Principali costituito dalla razionalizzazione degli appunti presi nelle fasi di osservazione; in questa sezione è bene usare uno stile descrittivo, quasi come se dovessimo parlare di una persona in carne ed ossa narrando le sue abitudini principali, i suoi gusti, i suoi desideri.
  4. Scheda finale riassuntiva dei valori caratterizzanti il pubblico studiato e, magari, contenente il profilo demografico del target.

Se dovete presentare un documento del genere ad un cliente (o comunque a un non-markettaro) prendetevi un paio di ore di tempo per la stesura (curata) di ogni sezione. Il risultato finale costituirà una vera e propria bibbia da tenere a portata di mano per qualsiasi attività correlata al marchio che sarà ideato/lanciato.

Considerazioni e step successivi

Con la redazione del documento finale (descritta al punto 4) termina lo studio del target, prima fase del processo di creazione del marchio. Grazie alle informazioni assimilate ed a partire dai valori elencati nella Scheda finale riassuntiva si passa al secondo step, il brainstorming per l’ideazione vera e prorpia del nuovo brand/marchio.

La palla a voi. In merito allo studio del target che metodi utilizzate? Vi va di condividerli? Altre considerazioni?

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Commenti (2)

Francesco, che dire se non: grazie mille!

Un post illuminante, da incorniciare… io prendo appunti!

Maurizio… detto da te è un grande onore! :P

Spero che anche i futuri post sul tema (ne ho in mente altri 2-3) possano risultare utili e fornire spunti per far risparmiare tempo a chi si trova ad approcciarsi ad un’attività del genere.

Ciaooo ed alla prossima!

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