<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>marketingori &#187; Vecchi Articoli</title>
	<atom:link href="http://www.marketingori.com/argomenti/vecchi-articoli/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.marketingori.com</link>
	<description>Il blog di Francesco Gori</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Jul 2010 10:09:50 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Differenze tra Marketing Virale e Passaparola</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2007/11/differenze-marketing-virale-passaparola</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2007/11/differenze-marketing-virale-passaparola#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 23:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vecchi Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[marketing virale]]></category>
		<category><![CDATA[passaparola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescogori.com/viral-marketing-e-word-of-mouth-distinzione-necessaria/</guid>
		<description><![CDATA[I tratti che distinguono marketing virale e passapaparola sulla base di alcune considerazioni fatte da Seth Godin.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi mi è stato chiesto di interessarmi al <strong>viral marketing</strong> ed a tutte le dinamiche che regolano il fenomeno del <a href="http://www.veryweb.it/?page_id=320">Word of Mouth</a>, comunemente conosciuto come <i>passaparola</i>.</p>
<p>Il post che più mi ha fatto riflettere è stato senza dubbio quello di <a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2007/10/is-viral-market.html">Seth Godin</a>, guru americano del marketing, che ha proposto una distinzione molto interessante dei due concetti.</p>
<p><span id="more-88"></span></p>
<h2>Word of Mouth: da uno a pochi</h2>
<div class="alignleft">
<img src="/immagini/word-of-mouth.gif" />
</div>
<p>Il <b>WOM</b> è un processo per il quale un&#8217;azione di marketing si diffonde come &#8220;interessante&#8221; per una cerchia di persone o gruppo. <br/><br />
Ad esempio, in una delle aziende per cui lavoro capita spesso di parlare di campagne pubblicitarie particolari, che hanno attirato l&#8217;attenzione di qualcuno che a sua volta intende condividere il coinvolgimento provato.<br/><br />
Questo è il passaparola: un processo di divulgazione delle informazioni da parte di uno o più individui ad una cerchia ristretta di persone.</p>
<h2>Viral Marketing: da uno a molti</h2>
<div class="alignright">
<img src="/immagini/viral-marketing.gif" />
</div>
<p>Il <b>marketing virale</b> è un&#8217;evoluzione del word of mouth, caratterizzata da una diffusione dell&#8217;idea tra gruppi di persone.<br/><br />
Per rifarsi all&#8217;esempio di prima, io vengo a conoscenza in azienda di una determinata campagna e inizio a parlarne all&#8217;esterno, a conoscenti ed amici, che a loro volta diffonderanno ulteriormente il contenuto iniziale, ad altre persone ancora e così via&#8230;<br/><br />
Il viral marketing è un fenomeno difficilmente esplorabile, che permette di accedere al grande pubblico, alle masse: come dice <i>Seth</i> è un po&#8217; come vincere alla lotteria!</p>
<h2>Un confronto alla pari</h2>
<p>La breve analisi di cui sopra, mi ha indotto alle seguenti conclusioni:</p>
<ul>
<li>Il WOM è un fenomeno <b>di nicchia</b> sul quale si può avere maggiore controllo a differenza del viral marketing che si rivolge <b>alle masse</b> sulla base di dinamiche ancora più incerte.</li>
<li>Il viral marketing <b>presuppone</b> al suo <i>stato primordiale</i> il Word of Mouth e ne rappresenta a pieno titolo un&#8217;evoluzione, un&#8217;eccesso positivo.</li>
<li>Il Word of Mouth è molto più facilmente controllabile rispetto ai fenomeni virali in quanto permette un <strong>monitoraggio quantitativamente più semplice e più uniforme</strong> (ambiente di nicchia)</li>
</ul>
<p>Mi dite che ne pensate a tal proposito? Sono importanti secondo voi queste distinzioni per reperire informazioni su quale strategie utilizzare in progetti di visibilità molto elaborati?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marketingori.com/2007/11/differenze-marketing-virale-passaparola/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Link Popularity intelligente al cospetto di Google.</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2007/10/link-popularity-intelligente-al-cospetto-di-google</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2007/10/link-popularity-intelligente-al-cospetto-di-google#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 21:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vecchi Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[link esterni]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento google]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescogori.com/linkpopularity-intelligente-al-cospetto-di-google/</guid>
		<description><![CDATA[Spunti di riflessione su come utilizzare la Link Popularity per migliorare il posizionamento del proprio sito su Google.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google, il più grande amico/nemico di tutti i professionisti del search engine marketing, tende ad affidare <i>trust</i> a siti che hanno presentato nella loro history una certa <strong>continuità in fatto di Link Popularity</strong> e che si sono attenuti ad uno stesso argomento in fatto di contenuti.</p>
<p>Inoltre, al motorone californiano piacciono siti in continua evoluzione, che non stanno mai fermi e che godono di un certo traffico (quest&#8217;ultima non è una certezza ma un&#8217;ipotesi a <a href="http://www.onemarketing.it/12/09/2007/gli-utenti-sconfiggono-la-googlearchy-e-leffetto-san-matteo/#comment-611">mio parere</a> ben fondata).</p>
<p><span id="more-85"></span></p>
<p>Visto che in fatto di <strong>contenuti</strong> è ormai assodato il fatto di rispettare i <a href="http://www.marketingroutes.com/2007/03/02/fattori-on-page-top-10-per-seo/">dovuti accorgimenti nella stesura</a>, mi sono soffermato un po&#8217; più attentamente sui concetti di popolarità e trust.</p>
<h2>Nuovi modelli di Linking</h2>
<p>Il <strong>link</strong> è uno dei fattori più rilevanti in fatto di posizionamento sui motori di ricerca ed è molto probabile che giocando con gli &#8220;<i>a href=&#8230;&#8221;</i> inizialmente a disposizione (quelli che personalmente chiamo <strong>links in-network</strong>, ovvero i primi links reperibili da progetti già svolti, altri siti propri o collaborazioni) si possa provocare l&#8217;algoritmo per mostrargli un flusso di popolarità irregolare ma tendenzialmente in crescita.</p>
<p>Dando per scontato di fornire contenuti ed approfondimenti di qualità (outbound links) il motore potrebbe trovarsi disorientato dalla discontinuità del flusso di link: una situazione che potrebbe incuriosire l&#8217;algoritmo di Mountain View che tenderebbe ad associare vitalità e buzz (che spesso coincide con un miglior posizionamento) al sito in questione.</p>
<h2>Brevissime considerazioni</h2>
<p>Nessuno ha mai riflettuto su questa prospettiva? Ho intenzione di fare test più approfonditi al riguardo, in virtù del fatto che (per puro caso) ho riscontrato risultati positivi su questo blog che in fatto di LP è sempre stato caratterizzato da una certa discontinuità (<em>tendenzialmente crescente</em>) e che oggi gode di un soddisfacente trust.</p>
<p>Mi piacerebbe confrontarmi con voi su questa ipotesi. Qualcuno ha idee?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marketingori.com/2007/10/link-popularity-intelligente-al-cospetto-di-google/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fare Pubblicità sui Social Media</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2007/09/fare-pubblicita-sui-social-media</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2007/09/fare-pubblicita-sui-social-media#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2007 19:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vecchi Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescogori.com/fare-pubblicita-sui-social-media/</guid>
		<description><![CDATA[Considerazioni sulla Social Media Optimization come strumento di Web Marketing alternativo a quelli classici come il Posizionamento sui Motori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;era in cui il web si evolve alla velocità della luce e l&#8217;advertising tradizionale inizia a scoprire finalmente i suoi grandi limiti, il web marketing attraversa un periodo di incertezze le quali non necessariamente convergono in problematiche strategiche ma talvolta favoriscono la creatività e l&#8217;ingegno.</p>
<p>Ecco perchè, secondo il mio modesto parere, nasce la <strong>Social Media Optimization (SMO)</strong>: già oggi non basta più avere posizionamenti decenti sulle SERPs per &#8220;dare un senso&#8221; al proprio business online ed è quindi importante raggiungere il proprio target attraverso le tecnologie innovative che negli ultimi anni Internet ci ha messo a disposizione.</p>
<p><span id="more-80"></span></p>
<p>I Social Networks rappresentano sicuramente uno degli strumenti migliori per fare marketing sul web in quanto <strong>spazi di nicchia</strong> dove studiare i potenziali clienti e le loro preferenze.</p>
<p>I vari <em>MySpace</em>, <em>LinkedIn</em> e <em>MyBlogLog</em> tuttavia non rappresentano solo una potente risorsa d&#8217;analisi ma possono essere utilizzati per dare vita a <strong>strategie di visibilità multi-canale</strong>. Un gran bell&#8217;esempio è la <a href="http://www.slideshare.net/robberbaron/can-social-networking-build-your-brand/">caso studio</a> della campagna Social Media di Campari. Ti consiglio di dare un&#8217;occhiata alle slide che presentano la strategia in quanto ricche di spunti interessanti per entrare nel merito dell&#8217;argomento.</p>
<h2>Social Media Marketing internazionale</h2>
<p>Mentre in Italia lo scenario della pubblicità sui Social Media è in via di crescita, all&#8217;estero già si fanno le prime riflessioni costruttive in ambito professionale. <em>Hallie Janssen</em> su <a href="http://www.searchmarketingstandard.com/blog/2007/08/ses-san-jose-day-4-social-media-optimization-and-marketing.html">Search Marketing Standard</a> parla del SES di San José in riferimento alla sessione <strong>Social Marketing Optimization</strong> citando gli interventi di <a href="http://www.seomoz.org/team/randfish">Rand Fishkin</a> e <a href="http://www.stuntdubl.com/about-stuntdubl-todd-malicoat/">Todd Malicoat</a>, due tra i SEO più autorevoli negli Usa.</p>
<p><strong>Fishkin</strong> offre interessanti spunti riguardo al ruolo dei Social Media come &#8220;portatori&#8221; di traffico di qualità e come strumento per monitorare le opinioni dei consumatori sul brand e sui propri prodotti. Inoltre riconosce l&#8217;importante funzione di <strong>partecipazione alla conversazione</strong> tra gli utenti da parte dell&#8217;azienda che investe nel Social Marketing.</p>
<p><strong>Malicoat</strong> si esprime invece con suggerimenti un po&#8217; più tecnici in relazione alle peculiarità che una campagna deve avere per scatenare l&#8217;<strong>effetto virale</strong>. Non male il suo suggerimento sui titoli, per il quale vi rimando al post originale di cui sopra su <em>Search Marketing Standard</em>.</p>
<h2>Mettersi in gioco!</h2>
<p>Visto tutto il chiaccherare che c&#8217;è dietro a questo tipo di strategie (anch&#8217;io ne ho <a href="http://www.onemarketing.it/27/08/2007/come-promuovere-un-evento-off-line-sul-web/">già parlato</a> su <em>oneMarketing.it</em>) è molto probabile che presto anche in Italia i markettari &#8211; a braccetto con i creativi &#8211; daranno vita a veri e propri strategemmi del social per una promozione non convenzionale di prodotti e servizi.</p>
<p>Professionalmente sto lavorando sotto questo punto di vista. Non sono ancora attivo operativamente ma al livello strategico ho la possibilità di appoggiarmi a questi canali ed è quello che farò pur di mettermi in gioco.</p>
<p>Mi piacerebbe comunque raccogliere esempi, case history e suggerimenti al riguardo. Qualsiasi informazione è ben accetta: se hai materiale quindi, non dimenticarti di condividerlo con i commenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marketingori.com/2007/09/fare-pubblicita-sui-social-media/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un Panorama tutto nuovo</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2007/03/un-panorama-tutto-nuovo</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2007/03/un-panorama-tutto-nuovo#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Mar 2007 19:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vecchi Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[magazine online]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescogori.com/un-panorama-tutto-nuovo/</guid>
		<description><![CDATA[Commenti sul lancio del nuovo formato di Panorama e una recensione delle novità introdotte in questa rivisitazione, tra cui il nuovo portale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi spunta la nuova versione del <a href="http://www.panorama.it" title="Il nuovo Panorama.it">portale di Panorama</a> parallelamente ad una <strong>nuova versione della rivista cartacea</strong>.</p>
<p>Dopo una prima e veloce occhiata al portale, sono corso in edicola ad acquistare una copia del settimanale cartaceo dal nuovo <em>format</em>. I primi complimenti vanno per il prezzo speciale: la <em>mora</em> di <strong>1 euro</strong> &egrave; alla portata di tutti ed &egrave; un&#8217;ottima iniziativa per incentivare ad acquistare il magazine e quindi pubblicizzare le novit&agrave; editoriali.</p>
<p><strong>Apro la rivista</strong> e dopo le consuete pubblicit&agrave;, l&#8217;indice e le anticipazioni per la prossima settimana, a pagina 19 si trova un bell&#8217;articolo illustrativo che annuncia a gran voce il restyling del portale: breve introduzione descrittiva, l&#8217;architettura e l&#8217;organizzazione delle informazioni ed alcuni consigli per la navigazione.</p>
<p>Continuo a scorrere fino a pagina 25, dove si trova l&#8217;<strong>editoriale del direttore Pietro Calabrese</strong>. Qu&igrave; sono spiegati i motivi del rinnovamento sia sul fronte tradizionale (cartaceo) che online. Cito brevemente, un passo che ci interessa particolarmente:</p>
<blockquote><p>
&quot;&#8230; <em>Guardate l&#8217;importanza che internet, i blog e le nuove tecnologie hanno in questa nuova formula del settimanale e capirete subito uno dei motivi fondamentali della scelta di rinnovarsi</em>.&quot;
</p></blockquote>
<p>Parole calde quelle di Calabrese: Panorama si rinnova per stare al passo con i tempi. E si rinnova non solo dal punto di vista <em>grafico-informativo</em> ma anche organizzativo. Nasce infatti una redazione web per la gestione del nuovo portale.</p>
<p>Panorama.it &egrave; stato realizzato da Lorenzo Giuffredi e Daniele Zendroni in 13 mesi. Offre oltre a vari canali tematici, alcune breaknews, blogs d&#8217;autore, <a href="http://forum.panorama.it/" title="I forum di Panorama">forum</a>, contenuti multimediali (foto e video) e una community che mette in contatto lettori e giornalisti. Ampia anche l&#8217;offerta di feeds RSS.</p>
<p>In conclusione, sembra che l&#8217;editoria italiana inizi a comprendere il potenziale del web. L&#8217;evoluzione che oggi vede protagonista Panorama &egrave; un passo molto importante per l&#8217;editoria italiana, non credi?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marketingori.com/2007/03/un-panorama-tutto-nuovo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scegliere i settori di business online più redditizi</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2007/02/scegliere-settori-business-online-piu-redditizi</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2007/02/scegliere-settori-business-online-piu-redditizi#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2007 19:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vecchi Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[business online]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescogori.com/come-scegliere-i-settori-di-business-online-piu-redditizi/</guid>
		<description><![CDATA[Segnalazione di una lista di possibili business online da cui prendere spunto per scegliere dove investire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno degli obiettivi primari di un<em>web worker</em> &egrave; <strong>trarre profitto dal proprio business online</strong>. Tuttavia non sempre il mercato di riferimento su cui investire pu&ograve; rivelarsi particolarmente redditizio. Come fare quindi a scegliere una <em>nicchia</em> su cui lanciarsi per monetizzare?</p>
<p>SEO Black Hat pubblica questa <a href="http://seoblackhat.com/2007/02/21/online-business-niches/" title="140 mercati di nicchia online su Seo Black Hat">lista di &quot;<em>140 mercati di nicchia online</em>&quot;</a> consigliando addirittura di <strong>rivedere il proprio business plan</strong> per migliorare la redditivit&agrave; del proprio lavoro online e fare in modo che, per il settore di cui ci si occupa, il nostro sito venga trovato da potenziali compratori. Per ogni settore proposto nella lista, esistono dei <strong>programmi di affiliazione</strong> specifici come valore aggiunto al <em>volume della redditivit&agrave;</em>.</p>
<p>Le considerazioni presentate nell&#8217;articolo originale di SEO Black Hat fanno riferimento a potenziali mercati online statunitensi e, pi&ugrave; in generale, a business in lingua inglese. Secondo voi quali analogie si possono riscontrare con il mercato online italiano? Quali potrebbero essere i potenziali <strong>business di nicchia italiani</strong> su cui investire?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marketingori.com/2007/02/scegliere-settori-business-online-piu-redditizi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
