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	<title>marketingori &#187; Web Analytics</title>
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	<description>Il blog di Francesco Gori</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Jul 2010 10:09:50 +0000</lastBuildDate>
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			<item>
		<title>KPI e Web Analytics per Gioielleria Parravicini</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2009/04/kpi-e-web-analytics-per-gioielleria-parravicini</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2009/04/kpi-e-web-analytics-per-gioielleria-parravicini#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 08:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[analisi e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[kpi]]></category>
		<category><![CDATA[progetti clienti]]></category>

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		<description><![CDATA[Caso reale di avvio di un progetto di web analytics in cui presento come è possibile misurare l'andamento di un e-Commerce utilizzando i Key Perfomance Indicators.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da martedì mi occupo di analizzare il traffico web del sito della <a href="http://www.gioielleriaparravicini.it" title="Il sito della Gioielleria Parravicini">Gioielleria Parravicini</a>, uno dei nuovi clienti sotto la gestione <span class="brandname">marketingori</span>. <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Come per ogni progetto di <a href="http://www.marketingori.com/argomenti/web-analytics">web analytics</a> che gestisco, il primo step è stato quello di definire i <strong>Key Perfomance Indicators (KPI)</strong>. Applicati alla web analytics, i KPI permettono di tenere sotto controllo l&#8217;andamento di un sito web sulla base degli obiettivi che caratterizzano un&#8217;attività di business online.</p>
<p>In questo articolo, vorrei parlarvi di come ho lavorato per scegliere tali indicatori per il cliente citato in apertura (che gentilmente ha autorizzato a parlare pubblicamente del progetto e che ringrazio di cuore anche per avermi scelto come consulente).</p>
<p>Inoltre, visto l&#8217;interesse per l&#8217;argomento dimostrato da <a href="http://twitter.com/gorino" title="Il mio profilo su Twitter, dover parlo di Web Analytics e Web Marketing in generale.">chi mi segue su Twitter</a>, tornerò sull&#8217;argomento per approfondirlo e trattarlo da altri punti di vista. Rimanete sintonizzati quindi! <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-921"></span></p>
<h2>Lavorare con i KPI</h2>
<p>In Italia, in pochi ci serviamo dei KPI nella web analytics. Molti ritengono tale sigla un&#8217;esclusiva delle grandi aziende e dei loro grandi analisti. Io sono dell&#8217;opinione che gli indicatori di perfomance, utilizzati per l&#8217;analisi di un sito web anche piccolo, siano uno strumento molto potente.</p>
<p>Potente per l&#8217;analista, che può definire un confine ben preciso all&#8217;indagine, evitando di perdersi tra report, numeri e grafici. Ciò consente di abbassare i costi dell&#8217;attività di analisi stessa, rendendola accessibile (in forma basilare) anche alle organizzazioni che hanno poco budget da spendere.</p>
<p>Potente per il cliente, che può leggere le particolarità riscontrate con l&#8217;attività di analisi. Fare riferimento a pochi indici, scelti e definiti con attenzione, è molto più semplice che entrare in un software di web analytics e tentare di capire i numeri che vi sono all&#8217;interno, senza avere basi in merito.</p>
<h2>Identificare gli Obiettivi di Business</h2>
<p>Il primo passo da compiere per scegliere i giusti KPI consiste nel parlare &#8211; <strong>almeno 2 sedute</strong> &#8211; con il titolare dell&#8217;azienda e con gli eventuali &#8220;responsabili&#8221; del sito. Con ognuno, dovremmo discutere obiettivi ed aspettative e prenderne nota.</p>
<p>Nel caso della <em>Gioielleria Parravicini</em>, sono emerse le seguenti priorità:</p>
<ul>
<li>il cliente ha lanciato da poco una campagna di database building, attraverso la Rete dei Contenuti di Google per testare questo canale alternativo offerto da AdWords ed è interessato a conoscerne l&#8217;efficacia;</li>
<li>sono attive due campagne banner: una a sostegno dell&#8217;attività di database building, l&#8217;altra che invita gli utenti a richiedere un&#8217;offerta per un determinato prodotto;</li>
<li>il cliente vuole capire se gli utenti hanno problemi durante il percorso d&#8217;acquisto dell&#8217;e-commerce, per intervenire eventualmente in futuro, con studi più specifici.</li>
</ul>
<p>A questo punto, è fondamentale individuare quali metriche proprie della web analytics utilizzare per studiare gli eventuali fenomeni nascosti correlati a questo set di priorità. </p>
<h2>Scegliere i KPI</h2>
<p>Proprio perché considerati un qualcosa di complesso, siamo portati a credere che i KPI nascano da difficili calcoli o formule magiche. In realtà, soprattutto se si tratta di una piccola organizzazione, spesso la web analytics ci offre già tutto ciò di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>Per il caso in esame, ho effettuato le seguenti scelte.</p>
<ol>
<li>L&#8217;attività di DB building è strutturata nella campagna sulla Rete di Contenuti e in uno dei due banner attualmente in linea. Obiettivo di tale attività è far si che gli utenti forniscano nome e indirizzo email, per ricevere offerte a condizioni speciali. Potendo tracciare l&#8217;azione di registrazione, posso misurare con precisione quanti, tra gli utenti provenienti dalla campagna o dal banner, hanno compilato e inviato il modulo. Il tasso di conversione della campagna e il tasso di conversione del banner, sono quindi due indici (KPI) da tenere sotto controllo.</li>
<li>L&#8217;altro dei due banner, fa atterrare gli utenti su una pagina ad hoc, il cui obiettivo è far compilare un modulo per richiedere un&#8217;offerta speciale su un solo prodotto. Anche in questo caso, la percentuale degli utenti che hanno compilato il modulo, sul totale dei visitatori (NON visite) portati dal banner, è un ottimo indicatore.</li>
<li>Infine, il percorso d&#8217;acquisto dell&#8217;e-commerce: quanti utenti aggiungono prodotti al carrello? Per ogni pagina del percorso d&#8217;acquisto, quanti abbandonano? Sul totale dei visitatori quanti ordinano?</li>
</ol>
<p>Ecco quindi il riepilogo dei KPI scelti:</p>
<ul>
<li>tasso di conversione della campagna sulla rete di contenuti (db building)</li>
<li>tasso di conversione del primo banner (db building)</li>
<li>tasso di conversione del secondo banner (offerta speciale)</li>
<li>percentuale di utenti che hanno aggiunto uno o più prodotti al carrello</li>
<li>percentuale di abbandono del percorso d&#8217;acquisto</li>
<li>tasso di conversione dell&#8217;e-commerce</li>
</ul>
<p>Il monitoraggio consisterà nel tenere sotto controllo questi sei indicatori. Il loro <strong>variare nel tempo</strong> costituisce la punta dell&#8217;iceberg, da cui partire per comprendere l&#8217;incidenza dei fenomeni che caratterizzano il sito.</p>
<p>In sostanza, quando un KPI varia, segmento i dati a mia disposizione per saperne di più. Se il KPI non varia &#8211; e quindi non mette in evidenza niente &#8211; è probabile che abbia sbagliato indice! <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Non voglio dire che lavorare per KPI sia la cosa più intuitiva di questo mondo, ma con un po&#8217; di pratica tale metodo consente di risparmiare tempo e non impazzire tra i numeri, girando a casaccio tra i report. <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Anche le PMI possono (anzi, dovrebbero) utilizzare i KPI ogni qual volta investono sul web. Se gli imprenditori capissero l&#8217;importanza di queste <em>percentuali</em> sono sicuro che i <strong>posizionamenti sui motori garantiti</strong> e gli <strong>e-commerce a 99 €</strong> sarebbero venduti molto meno! <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sul tema dei KPI, ho parlato in modo un po&#8217; più teorico in un <a href="http://webmarketing.html.it/articoli/leggi/2959/indicatori-di-performance-kpi-per-la-web-analytics/" title="Un mio articolo sui KPI pubblicato da HTML.it">articolo</a> pubblicato su Webmarketing di HTML.it.</p>
<p>E voi? Lavorate con i KPI? Come misurate le perfomance dei vostri siti e della vostra attività di business online?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marketingori.com/2009/04/kpi-e-web-analytics-per-gioielleria-parravicini/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Analisi E-commerce: il Percorso d&#8217;Acquisto</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2009/03/analisi-e-commerce-il-percorso-dacquisto</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2009/03/analisi-e-commerce-il-percorso-dacquisto#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 13:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[analisi e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[analisi traffico web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marketingori.com/?p=799</guid>
		<description><![CDATA[Monitorare ed analizzare il percorso d'acquisto di un e-commerce è un'attività che non deve essere tralasciata se non si vogliono perdere clienti regolarmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti imprenditori che vendono i propri prodotti attraverso Internet sono convinti che sia sufficiente mettere su un negozio-vetrina con OScommerce per fare affari in termini di commercio elettronico.</p>
<p>In questo articolo, vorrei parlarvi del perché l&#8217;<em>e-OScommerce</em> sta all&#8217;e-commerce come il mercato in piazza sta alle boutique di Valentino. <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Lo farò con un esempio pratico che illustra una delle attività di web analytics principali da condurre regolarmente sul proprio e-commerce: l<strong>&#8216;analisi del percorso d&#8217;acquisto</strong>.</p>
<p><span id="more-799"></span></p>
<h2>Obiettivi e metodo di lavoro</h2>
<p>L&#8217;obiettivo di questo studio è capire se il percorso d&#8217;acquisto incide negativamente sull&#8217;acqusizione di nuovi clienti e quindi sul fatturato (e nella maggioranza dei casi, ciò accade!). </p>
<p>Inoltre, se ciò viene riscontrato, si tenterà di capire il perchè ciò avviene facendo dei test che evidenzino, per le pagine studiate, gli elementi che disturbano l&#8217;azione di acquisto.</p>
<h2>1 &#8211; Capire se ci sono problemi</h2>
<div class="alignleft">
<img src="/immagini/analisi-funnel-eccomerce.gif" alt="L'abbandono del percorso d'acquisto di un e-commerce" />
</div>
<p>Per capire a colpo d&#8217;occhio se esistono problemi (e in che misura) ci si può avvalere del cosiddetto <strong>imbuto</strong> o funnel, rappresentato nell&#8217;immagine al lato.</p>
<p>Tale grafico è ricavato dalle pagine viste del sito e la percentuale solitamente indica quanti hanno abbandonato il percorso in relazione alla pagina cui ci si riferisce. Ad esempio, il grafico qui presente indica che nella pagina di registrazione/login, 2 utenti su 3 interrompono l&#8217;acquisto.</p>
<p>Il primo passo è dunque quello di <b>utilizzare il funnel</b> per capire se e dove ci sono problemi. Se ne individuiamo, si va al punto successivo: tentare di capire perchè tali problemi si verifichino.</p>
<h2>2 &#8211; Ragionare sui fenomeni</h2>
<p>La web analytics ci dice &#8220;cosa&#8221; sta succedendo ma, almeno in prima battuta, non &#8220;perché&#8221;. Per capire la motivazione di un fenomeno quindi, è necessario confrontarsi con le pagine coinvolte, facendo ipotesi e, successivamente, testare tali ipotesi direttamente sui visitatori (analisi qualitativa).</p>
<p>Nei progetti per cui faccio questo tipo di analisi, quando devo interrogarmi su un fenomeno, prendo la pagina in questione, individuo gli elementi chiave, tolgo quelli inutili e mi confronto con quante più persone possibile per individuare altri motivi &#8220;di disturbo&#8221;.</p>
<p>Il risultato è una lista di elementi dai quali ideare e sviluppare le varianti della pagina (e degli elementi della pagina) da testare.</p>
<p>In progetti con budget più alto, in questa fase consiglio sempre di condurre uno o più test d&#8217;usabilità che mettano in mostra altri problemi meno evidenti ad un occhio tecnico.</p>
<h2>3 &#8211; Testare i fenomeni</h2>
<div class="alignright">
<img src="/immagini/test-percorso-acquisto-ecommerce.gif" />
</div>
<p>Presi tutti gli appunti su <em>che cosa testare</em> passo alla pratica. In generale, per lo sviluppo di un test mi muovo come segue:</p>
<ol>
<li>sviluppo le <b>varianti della pagina</b> da testare servendomi dell&#8217;aiuto di un grafico e di un programmatore;</li>
<li>predispongo il <b>calendario di rotazione</b> delle varianti, ad esempio una settimana di test per ogni tipo di pagina di prova;</li>
<li><b>lancio il test</b> monitorando i dati e facendo rotare le varianti come stabilito;</li>
<li></b>rilevo i risultati</b> e li presento al cliente, che poi sceglie (senza dubbi!) <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ol>
<p>Ad esempio, se devo ottimizzare la pagina di Login/Registrazione studierò come impostare la pagina, quali campi modulo utilizzare e che informazioni inserire affinché il potenziale cliente concluda l&#8217;acquisto in modo breve e veloce. Poi, testerò sul campo quale soluzione meglio si presta ai visitatori.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>L&#8217;analisi del percorso d&#8217;acquisto permette di risolvere nell&#8217;immediato problemi marcati e suggerisce il piano di analisi per il futuro dando spunti per approfondimenti ed idee per gli sviluppatori.</p>
<p>Chi ha un sito di commercio elettronico e non tiene sotto controllo questo aspetto regolarmente è a mio parere un <b>kamikaze</b> e rischia di perdere soldi ed opportunità. <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Tienete sotto controllo i problemi del vostro e-commerce? Cosa state aspettando a farlo?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marketingori.com/2009/03/analisi-e-commerce-il-percorso-dacquisto/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Analisi del Traffico Web dai Cellulari</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2009/02/analisi-del-traffico-web-dai-cellulari</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2009/02/analisi-del-traffico-web-dai-cellulari#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 20:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[analisi traffico web]]></category>
		<category><![CDATA[mobile analytics]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.marketingori.com/?p=771</guid>
		<description><![CDATA[Una breve analisi del traffico web sviluppato da navigatori che utilizzano Internet da dispositivi mobile come il cellulalare, l'iPhone e l'iPod.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è chi sostiene che in Italia la navigazione su Internet via telefonino non sia ancora molto diffusa. Personalmente, dopo aver visto i dati che vi sto per presentare, non mi sento più in sintonia con i sostenitori di questa tesi.</p>
<p>Tra i progetti che gestisco per conto dei miei clienti, ce n&#8217;è uno in particolare su cui ho avuto modo di fare quella che nel settore viene chiamata <em>mobile analytics</em>, ovvero lo studio delle visite fatte attraverso dispositivi che consentono di accedere a Internet in mobilità (cellulari, iPod, ecc&#8230;).</p>
<p>Le informazioni che vi proporrò fanno riferimento al mese di dicembre 2008 e riguardano un sito di e-commerce. In questo periodo, le visite da dispositivi mobile hanno rappresentato lo <strong>0,50% del traffico totale</strong>. </p>
<p><span id="more-771"></span></p>
<h2>Dispositivi Utilizzati</h2>
<p>Le visite mobile del sito in questione corrispondono a circa un migliaio, numero sufficiente a far nascere il &#8220;dovere&#8221; di non trascurare queste persone che entrano in contatto con il marchio.</p>
<div class="alignleft" style="border:1px solid #ccc;">
<img src="/immagini/grafico-dispositivi-mobile.gif" alt="Dispositivi Mobile utilizzati per Navigare su Internet" />
</div>
<p>Veniamo quindi al tipo di dispositivo utilizzato:</p>
<ul>
<li>il 50% di questi accessi sono stati fatti attraverso un&#8217;<strong>iPhone</strong>;</li>
<li>il 38% da <strong>Symbian</strong>, sistema operativo tipico, ad esempio, di un cellulare Nokia;</li>
<li>il 6% da <strong>iPod</strong>;</li>
<li>il restante 6% da altri dispositivi tra cui Playstation Portable e Android (<b>!!!</b>).</li>
</ul>
<p>Da notare l&#8217;incisività che Apple ha sul mercato mobile (il 56% delle visite provengono da suoi dispositivi).</p>
<h2>Canali di Accesso</h2>
<p>Molto interessanti sono anche i canali di accesso di questi visitatori che navigano con il &#8220;telefonino&#8221;.</p>
<div class="alignright" style="border:1px solid #ccc;">
<img src="/immagini/grafico-fonti-mobile.gif" alt="Dispositivi Mobile utilizzati per Navigare su Internet" />
</div>
<p>Netto dominio di Google che rappresenta circa il 92% delle visite dai motori di ricerca, fronteggiato da Yahoo! (3% circa) e da altri motori minori.</p>
<p>Interessantissime invece la percentuale relative ai referrer (25%) e al traffico diretto (11%) che, a mio parere, sono sintomo</p>
<ul>
<li>del fatto che alcuni utenti mobile si adattano a navigare siti poco usabili via telefono, acquisendo attitudini di navigazione simili al pc (trend che andrà dissolvendosi probabilmente);</li>
<li>del fatto che esistono utenti che utilizzano la combinazione cellualare+internet con una certa familiarità, come sembrano indicare gli accessi diretti.</li>
</ul>
<h2>Spunti di Riflessione</h2>
<p>Prima cosa da puntualizzare riguarda il fatto che nessuno di questi visitatori si è trasformato in cliente. Questo è più che normale in quanto</p>
<ol>
<li>il sito web in questione non è ottimizzato per mobile e la navigazione non può essere che drammatica; <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li>in Italia non si ha fiducia a comprare online utilizzando il PC, figuriamoci con il cellulare! <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ol>
<p>Ipotizzo quindi che si tratti di visite principalmente &#8220;di consultazione&#8221; (utenti che cercano caratteristiche su prodotti, come il prezzo) o &#8220;di informazione&#8221; (utenti che cercano informazioni su recapiti dell&#8217;azienda, come l&#8217;indirizzo).</p>
<p>La sfida è molto interessante ed attuale, a dispetto di quanti pensano che sia presto lavorare intorno al mobile. La mia opinione è che in questo contesto, siamo noi &#8220;tecnici&#8221; che non abbiamo ancora creato gli strumenti e le interfaccie necessarie per soddisfare le esigenze del mercato!</p>
<p>Che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Obiettivi e Fonti di Traffico nella Web Analytics</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2008/10/obiettivi-e-fonti-di-traffico-web-analytics</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2008/10/obiettivi-e-fonti-di-traffico-web-analytics#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 14:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[analisi sito web]]></category>
		<category><![CDATA[analisi traffico web]]></category>
		<category><![CDATA[casi pratici]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni dettagli sui primi passi e sui primi studi condotti relativi ad un progetto di web analytics gestito per conto di un cliente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana scorsa sono giunto al termine di un importante progetto di web analytics durato tre mesi. Si è rivelato una delle commesse più interessanti dell&#8217;ultimo periodo, da cui ho potuto trarre mille spunti e consolidare alcune metodologie.</p>
<p>Ho deciso così di scrivere un post, per mostrarvi lo svolgimento della prima parte del progetto. Vi parlerò in particolare della definizione degli obiettivi, e del primo studio fatto sulle fonti di traffico.</p>
<p>Per motivi di privacy non potrò citare il nome dell&#8217;azienda per cui ho lavorato e i dati forniti come esempi saranno fittizi anche se rappresentativi dei fenomeni di cui si parla.</p>
<p><span id="more-303"></span></p>
<h2>Obiettivi del Progetto</h2>
<p>L&#8217;azienda per la quale ho svolto l&#8217;analisi è molto conosciuta e gode di una certa popolarità offline, anche grazie ad azioni promozionali fatte ed attualmente in corso.</p>
<p>Sono stato chiamato <em>in causa</em> poichè la direzione ha manifestato l&#8217;esigenza di rinnovare la propria presenza online e controllare la propria reputazione.</p>
<p>Prima di procedere con il restyling del sito e l&#8217;elaborazione di un piano di web marketing, ho consigliato di fare attività di web analytics per tre mesi. Obiettivo, <strong>studiare il target del sito</strong> ed elaborare le specifiche per avviare un processo di rinnovamento a 360° dell&#8217;immagine dell&#8217;azienda. Nel dettaglio, questa era intenzionata a conoscere la possibilità di investire nel mercato B2C per procedere eventualmente con lo sviluppo di un e-commerce.</p>
<p>Il sito web attuale ha una sezione istituzionale in cui si presenta l&#8217;azienda, l&#8217;area prodotti con le varie schede tecniche, un mini carrello della spesa e una sezione (non molto funzionale) di supporto tecnico/download.</p>
<p><!--more--></p>
<h2>Fonti di Traffico</h2>
<p>Fare web analytics con l&#8217;intento di studiare il target di un sito vuol dire tutto e niente. A seconda della tipologia di sito, degli obiettivi dello stesso e da altri fattori che determinano il contesto possono essere condotte vari tipi d&#8217;analisi.</p>
<p>In questo caso si tratta del sito di un&#8217;azienda conosciuta che ha un buon traffico in entrata (centinaia di visitatori il giorno): ciò semplifica notevolmente le cose poichè si dispone già di un campione significativo su cui studiare.</p>
<p><strong>La prima indagine da fare</strong> in uno scenario del genere dev&#8217;essere mirata a conoscere quali sono i canali con cui i vistatori raggiungono il sito (Fonti di Traffico). Questo step permette di identificare le prime tendenze che caratterizzano il target e apre la strada per successivi approfondimenti.</p>
<p>Ecco un po&#8217; di numeri e un grafico (entrambi d&#8217;esempio) su cui fare le prime riflessioni.</p>
<div style="width: 362px;" class="alignright">
<table cellspacing="2" cellpadding="5" border="0" width="90%" align="center" style="border-bottom: 5px solid #09c">
<tr>
<td style="background: #09c; font-weight: bold;" width="50%">Fonte di Traffico</td>
<td style="background: #09c; font-weight: bold;" width="25%">Visite</td>
<td style="background: #09c; font-weight: bold;" width="25%">Bounce Rate</td>
</tr>
<tr>
<td>Accesso diretto</td>
<td>19.727</td>
<td>20,78 %</td>
</tr>
<tr>
<td>Referrer</td>
<td>2.617</td>
<td>53,80 %</td>
</tr>
<tr>
<td>Motori di Ricerca</td>
<td>25.713</td>
<td>19,80 %</td>
</tr>
</table>
<p><br/><br/></p>
<p><img src="/immagini/web-analytics-grafico-fonti.png" alt="Riepilogo fonti di traffico in un caso di web analytics." /></div>
<p>Sia dalla tabella che dal grafico emergono subito alcuni trend interessanti per ognuna delle fonti di traffico.</p>
<p>In primis, si notano molti <strong>accessi diretti</strong> a <b><span style="color:green">conferma della notorietà del brand</span></b> e di quanto il sito sia strategico per l&#8217;azienda. La percentuale di utenti di ritorno (in media circa il 40%) rinforza questa ipotesi.</p>
<p>Secondo trend, i <strong>motori di ricerca</strong> come fonte di traffico principale. L&#8217;azienda non ha mai fatto attività di search marketing, il sito è tutt&#8217;altro che ottimizzato, ma nonostante ciò sembra godere di una buona visibilità al livello di posizionamento. <b><span style="color:red">Ulteriori verifiche sono un must</span></b>!</p>
<p>Terzo trend, i <strong>referrer</strong> come canale d&#8217;accesso notevolmente minore rispetto agli altri. Ecco che la mancanza di un&#8217;attività promozione online si fa sentire! Guardando la tabella, alla colonna <em>Bounce rate</em> si nota un disallineamento dei referrer anche qua: circa il 30% di bounce in più rispetto alla media. <b><span style="color:red">Altro punto su cui approfondire!</span></b></p>
<h2>Prime Somme</h2>
<p>Si sono aperte due piste su cui indagare: il traffico dai motori di ricerca e i referrer. Nel primo caso si andranno ad analizzare quali sono i motori e le parole chiave d&#8217;accesso al sito. Nel secondo, quali sono quei siti che portano traffico e di che qualità questo è.</p>
<p>Ci tengo a ricordare che la web analytics mostra il verificarsi di un fenomeno ma non spiega come e perchè questo si è verificato. I trend che saranno individuati approfondendo i motori di ricerca e i referrer come fonti di traffico, talvolta potrebbero fornire informazioni incomplete che necessitanno di ulteriori studi attraverso analisi di tipo qualitativo (survey, sondaggi, feedback, ecc&#8230;).</p>
<p><strong>Altra nota</strong> va fatta per il procedimento seguito nel condurre l&#8217;analisi. Evito sempre di entrare nel <a href="http://www.marketingori.com/2007/11/consigli-per-scegliere-software-di-web-analytics">software di web analytics</a> che ho a disposizione, alla ricerca di trend <em>alla cieca</em>. Come ho fatto in questo caso meglio partire da un obiettivo, trovare gli indicatori che lo rappresentano (KPI) e studiare step by step le anomalie (sia positive che negative) in cui ci si imbatte.</p>
<p>Ed ora a voi la palla. Come avreste agito al livello metodologico? Intravedete qualche altro trend nascosto da questo primo report di dati? Quali riflessioni in più avreste fatto?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marketingori.com/2008/10/obiettivi-e-fonti-di-traffico-web-analytics/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Analisi del Bounce Rate: Segmentazione delle Keyword</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2008/02/analisi-bounce-rate-segmentazione-keyword</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2008/02/analisi-bounce-rate-segmentazione-keyword#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 18:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[analisi parole chiave]]></category>
		<category><![CDATA[analisi traffico web]]></category>
		<category><![CDATA[bounce rate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescogori.com/segmentazione-keyword-analisi-bounce-rate/</guid>
		<description><![CDATA[La seconda parte dell'esempio di analisi sul Bounce Rate. Si parla della segmentazione delle chiavi in entrata dai motori di ricerca di questo blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Procedo sulla strada dei <strong>post sulla web analytics</strong> perchè come promesso, illustrerò passo passo tutte le operazioni che svolgerò per fare il re-styling di questo blog.</p>
<p>Nel <a href="http://www.marketingori.com/2008/02/analisi-bounce-rate-studio-blog">primo post</a>, vi ho mostrato uno dei possibili punti di partenza per fare web analytics ovvero l&#8217;analisi dei bounce. Attraverso questo procedimento sono arrivato all&#8217;ipotesi che <strong>la frequenza di rimbalzo di questo blog è probabilmente in esubero</strong>.</p>
<p><strong>Primo obiettivo</strong> è quindi verificare innanzitutto la fondatezza di questa supposizione e nell&#8217;eventualità, correre ai ripari.</p>
<p><span id="more-106"></span></p>
<h2>La Segmentazione</h2>
<p>In web analytics, la segmentazione è una tecnica che permette di suddividere i dati secondo criteri &#8220;qualitativi&#8221;. Nel caso delle keyword (sempre nell&#8217;ottica di studio dei bounce) sarà interessante fare delle verifiche sui valori segmentati per:</p>
<ul>
<li>Vicinanza della chiave con il target/tema del blog.</li>
<li>Chiavi di visite nuove e chiavi &#8220;di ritorno&#8221; &#8211; come <a href="http://www.marketingori.com/2008/02/analisi-bounce-rate-studio-blog#comment-1080">suggerito</a> da Fradefra.</li>
</ul>
<p>Vediamo nel dettaglio entrambi gli scenari, nell&#8217;intento di identificare i primi dati utili per abbassare la frequenza di rimbalzo e migliorare il blog.</p>
<h2>Vicinanze delle chiavi con il tema del blog</h2>
<p>Le chiavi su cui ho condotto lo studio sono circa una ventina e sono state scelte in base al numero di utenti che hanno apportato. Ho suddiviso i termini, come segue:</p>
<ul>
<li><strong>Chiavi buone</strong> ovvero perfettamente in target con i contentuti.</li>
<li><strong>Chiavi dubbie</strong> ovvero riguardanti argomenti <em>correlabili</em> ai contenuti, anche se non del tutto a tema.</li>
<li><strong>Chiavi sporche</strong> ovvero completamente fuori tema rispetto ai contenuti.</li>
</ul>
<div style="text-align: center; margin-bottom: 15px"><img src="/immagini/segmentazione-chiavi.gif" alt="Segmentazione delle chiavi rispetto al target" /></div>
<p>A colpo d&#8217;occhio la situazione sembra accettabile: più della metà delle chiavi sono in target (59%) seguite tuttavia da una percentuale di chiavi &#8220;sporche&#8221; non troppo bassa (19%). Il restante 22% è invece formato da chiavi &#8220;dubbie&#8221;, su cui si potrebbe lavorare al livello di esperimenti per saperne di più.</p>
<p><strong>Nel caso delle chiavi buone</strong> ho riscontrato delle percentuali di bounce in linea con le aspettative fatta eccezione per alcune chiavi più generiche (&#8221;reputazione&#8221; fa il 100% di bounce&#8230; giustificati!): ciò significa che queste chiavi sono effettivamente buone ed è ulteriormente confermato dalle pagine viste prodotte dalle visite che in media sono 2,06.</p>
<p>Ho deciso che utilizzerò queste informazioni, come musa ispiratrice per la nuova struttura del blog soprattutto per la definizione delle categorie.</p>
<p><strong>Nel caso delle chiavi fuori target</strong> procederò invece diretto alla pulizia del traffico: chi cerca contenuti di altro tipo rispetto al web marketing ed alla comunicazione online è quasi certo che non trovi niente di interessante su questo blog. Questo tipo di traffico sporca le statistiche e rende meno attendibile l&#8217;analisi.</p>
<p>Partirò quindi con la pulizia delle SERP e sarà interessante rilevare &#8220;nuovi dati&#8221; una volta che il traffico sarà meglio definito.</p>
<p>Infine, per quanto riguarda le <strong>chiavi dubbie</strong> sarà interessante sperimentare sulle pagine, per capire se è possibile (ed in che modo) trattenere questi utenti sul sito. A tal proposito ho intenzione di condurre esperimenti mirati sulle pagine d&#8217;accesso per questo tipo di chiavi, esperimenti che condurrò una volta pronto il re-styling grafico: cambiando layout i trend potrebbero infatti non coincidere.</p>
<h2>Chiavi visitatori nuovi/di ritorno</h2>
<p>Grazie ai suggerimenti di <i>Fradefra</i> ho optato anche per questo tipo di segmentazione che si è rivelata uno step molto interessante ed ha messo subito in evidenza certe situazioni da approfondire.</p>
<p>Per delineare subito lo scenario ecco due grafici riferiti alle chiavi d&#8217;accesso di visite nuove e di visite di ritorno.</p>
<div class="alignleft"><img src="/immagini/chiavi-visite-nuove.gif" alt="Chiavi d'accesso dei visitatori nuovi e relative percentuali di bounce" /></div>
<p>Nel caso dei <b>visitatori nuovi</b> si registrano percentuali di abbandono quasi tutte sopra le aspettative (di gran lunga oltre il 60%), fatta eccezione per alcune chiavi in-target che rimandano a post &#8220;di approfondimento&#8221;. Gran parte dei bounce in esubero sono comunque giustificabili: sulla chiave &#8220;francesco gori&#8221; o &#8220;gori&#8221; un certo margine d&#8217;errore è giustificato (accidenti al manger Pirelli <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>Le chiavi <i>out-target</i> si confermano tali, con percentuali di bounce che stazionano tra l&#8217;86% e il 100%&#8230; com&#8217;è logico che sia!</p>
<p>Le chiavi dubbie invece presentano percentuali leggermente al di sopra della media ma con alcune percentuali interessanti, a conferma delle necessità di sperimentare su questo traffico poichè potenzialmente interessato a certi argomenti del blog.</p>
<div class="alignleft"><img src="/immagini/chiavi-visite-ritorno.gif" alt="Chiavi d'accesso dei visitatori nuovi e relative percentuali di bounce" /></div>
<p>Nel caso delle chiavi riferite ai <b>visitatori di ritorno</b> ho invece riscontrato uno scenario completamente diverso dalle aspettative. Ero propenso a credere che gli utenti di ritorno fossero più propensi al bouncing &#8211; nel caso di accessi dai motori di ricerca poi ancora di più! &#8211; e in realtà la percentuale si è rivelata al di sotto delle aspettative</p>
<p>Un utente, nel caso di un blog, torna sul sito per consultare l&#8217;ultimo post (bounce!) o magari ricerca informazioni per una seconda volta, a memoria del tentativo precedente, con la solita chiave ecc&#8230;</p>
<p>Nel mio caso gli utenti di ritorno sembrano essere molto più <em>consultatori</em> dei nuovi arrivati e andando a fare un veloce controllo ho scoperto anche che i primi hanno una media di 2,51 pageviews per visita contro l&#8217;1,65 dei secondi.</p>
<p>Altro punto interessante: nessuna chiave &#8220;di ritorno&#8221; dubbia è stata rilevata!</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Eccoci giunti al termine di questo lungo post, ed è il momento di tirare conclusioni. Per accorciare le righe (davvero troppe, avrà pensato qualcuno <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ) ecco un bell&#8217;elenco di riflessioni &#8220;finali&#8221; su quanto studiato fino a questo momento.</p>
<ol>
<li><b>Il traffico si è rivelato effettivamente un po&#8217; meno sporco</b> di quanto pensassi ma nonostante ciò, prima di lanciare il nuovo blog sarà necessario eliminare qualche post e modificare qualche testo al fine di fare una bella pulizia sulle Serp ed eliminare le visite inutili.</li>
<li><b>Le chiavi in-target sembrano essere un ottimo spunto</b> da cui attingere per riorganizzare la struttura del blog (categorie, pagine &#8230;) nonchè per nuovi post su temi &#8220;da spingere&#8221;.</li>
<li><b>Le chiavi dubbie</b> si sono confermate dubbie con percentuali di bounce frammentate e comunque tendenzialmente alte. Qualche eccezione (es. la chiave &#8220;settori redditizi&#8221; con un bounce del 37,50%) fa ipotizzare che facendo qualche test ed integrando/creando contenuti, la situazione possa migliorare.</li>
<li><b>Il bounce maggiore sulle visite nuove rispetto a quelle di ritorno</b> mi porta a pensare che sia necessario approfondire l&#8217;analisi sulle pagine di riferimento di alcune chiavi, per controllare che non ci siano problemi &#8220;interni&#8221; e non di qualità del traffico.</li>
</ol>
<p>Visto che il primo post di questa serie è stato un successone con 11 commenti (record!) di personaggi veramente illustri della web analytics, spero che con questa seconda parte si possa sviluppare un&#8217;altra discussione di valore, addentrandoci in temi anche un po&#8217; più specifici.</p>
<p>Quindi&#8230; a voi la parola!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Analisi del Bounce Rate: lo Studio di un Blog</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2008/02/analisi-bounce-rate-studio-blog</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2008/02/analisi-bounce-rate-studio-blog#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 15:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[analisi traffico web]]></category>
		<category><![CDATA[bounce rate]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo post (di due) che illustra un'analisi d'esempio per lo studio del bounce rate di un blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a href="http://www.kaushik.net/avinash/2007/08/standard-metrics-revisited-3-bounce-rate.html">analisi del bounce rate</a> è una delle possibili prime mosse da fare per iniziare a studiare il traffico di un sito. Questa percentuale indica gli <strong>utenti che hanno abbandonato il sito dopo aver visitato una sola pagina</strong> e (sulla base del contenuto analizzato) può rivelarsi utile a comprendere il traffico del sito in termini qualitativi.</p>
<p>Vi mostrerò che cosa sto rilevando per questo blog motivando i miei ragionamenti. Per l&#8217;analisi ho deciso di utilizzare la piattaforma Google Analytics &#8211; facendo riferimento ad un intervallo di tempo di cinque mesi &#8211; poichè a mio parere la migliore tra le piattaforme free (sulle <a href="http://www.marketingori.com/2007/11/consigli-per-scegliere-software-di-web-analytics">piattaforme di web analytics professionali</a> mi sono già espresso).</p>
<p><span id="more-105"></span></p>
<h2>Le Fonti di Traffico</h2>
<p>La domanda di partenza per iniziare a conoscere il proprio traffico e: da dove arrivano i visitatori del mio sito? Nel caso di questo blog, la situazione è quella illustrata nel grafico che segue.</p>
<div class="alignleft">
<img src="/immagini/fonti-di-traffico.gif" alt="Le fonti di traffico del sito francescogori.com"/>
</div>
<p>Come si puù notare, questo blog punta molto sul traffico dei motori di ricerca (57,57% del traffico totale) sostenuto dai siti referrer (32,77%). Il traffico diretto rappresenta invece una percentuale esigua di visite (9,66%).</p>
<p>E&#8217; opportuno ora andare a verificare singolarmente la &#8220;qualità&#8221; del traffico apportato da ognuna di queste fonti per capire su quali investire tempo, su quali correzioni fare per eliminare il traffico fuori target e per iniziare a fare le prime ipotesi su cosa non va.</p>
<h2>Analisi dei Bounce &#8211; Situazione generale</h2>
<p>Secondo Google Analytics, questo blog ha un Bounce Rate del 67,91%, ovvero circa due terzi dei visitatori abbandonano il sito visitando una sola pagina.</p>
<p>Stabilire quanto questa percentuale sia più o meno corretta è una questione di esperienza rispetto al sito di analizzare: ogni progetto, ogni pagina, ogni contenuto ha i suoi propri obiettivi che in toto vanno ad influenzare significativamente il totale. Nel caso di un blog, ad esempio, si potrebbero verificare le seguenti situazioni (da prendere in considerazione):</p>
<ul>
<li>Un utente arriva sulla home del blog, da un&#8217;occhiata ai primi post e poi clicca sul pulsante per iscriversi al feed rss. Vede solo una pagina (la home) ma è ormai un lettore acquisito  = bounce ma obiettivo raggiunto.</li>
<li>Un utente approda su un post il cui obiettivo è indicare una risorsa particolare da visitare, clicca nel link proposto ed abbandona il sito vedendo una sola pagina. Bounce ma anche quì obiettivo raggiunto</li>
<li>Un utente cerca un recapito, un informazione precisa e la trova arrivando sulle nostre pagine&#8230; dopodichè chiude il browser. Bounce ma bisogno soddisfatto</li>
</ul>
<p>In certi casi tuttavia &#8211; ovvero quelli che ci interessano maggiormente per l&#8217;analisi &#8211; gli utenti possono abbandonare il nostro sito perchè non trovano quello che cercano, perchè odiano la grafica, perchè la navigabilità è pessima ecc&#8230;</p>
<p>Vediamo la situazione generale dei bounce di questo blog, per fonti di traffico. Come mostra il grafico seguente, si è preso di riferimento come &#8220;obiettivo&#8221; una percentuale di bounce del 60%. Perchè?</p>
<div style="text-align:center"><img src="/immagini/percentuali-bounce-fonti.gif" alt="Percentuali di bounce di francescogori.com per fonti di traffico" /></div>
<h2>Prime Conclusioni</h2>
<p>La scelta di tale percentuale è dettata dalle seguenti considerazioni:</p>
<ul>
<li>Il <b>traffico diretto (62,83%)</b> (digitazione diretta dell&#8217;indirizzo) è un indicatore abbastanza &#8220;pulito&#8221; di qualità, soprattutto nel caso di un dominio costituito dal nome e cognome di una persona. Presto atto che questo è un blog (bounce più alto rispetto a siti normali) e calcolando una percentuale ristretta di visite alla ricerca di un altro Francesco Gori (quindi non di qualità) possiamo considerare il 60% un bounce rate accettabile come obiettivo, per questa fonte di traffico.</li>
<li>Anche i <strong>referrer (64,07%)</strong> hanno una percentuale che rientra nel valore stabilito in precedenza. Se si considera poi siti che hanno portato visite completamente fuori  qualità (siti spam, referrer &#8220;ignoti&#8221;, piattaforme di statistica di chi viene cercare il link ricevuto<br />
&#8230;) ritengo si possa giustificare quel 4% circa in esubero.</li>
<li>Il <strong>traffico dai motori di ricerca (70,95%)</strong> sembra essere invece un po&#8217; disallineato rispetto a quanto affermato sin&#8217;ora. Proprio per questo, al fine di verificare le ipotesi fatte fin&#8217;ora, il passo seguente sarà andare ad indagare tra i dati di questa fonte di traffico.</li>
</ul>
<p>Ricapitolando, queste prime riflessioni portano a supporre, in generale, che il bounce rate sia perfezionabile. Il proseguire dell&#8217;analisi metterà chiarezza a queste intuizioni di partenza e sicuramente solleverà ulteriori spunti interessanti.</p>
<p>Ma questo è il prossimo post&#8230; <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><i>P.S.: visto che la web analytics è un&#8217;attività che richiede una profonda conoscenza del web e tanta esperienza mi piacerebbe che tra gli &#8220;esperti&#8221; (perchè so che ce ne sono <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  ) qualcuno si facesse sentire, anche per sviluppare discussione su questi micro-temi di web analytics &#8211; visto che in Italia non si parla quasi per niente&#8230;</i></p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Consigli per Scegliere un Software di Web Analytics</title>
		<link>http://www.marketingori.com/2007/11/consigli-per-scegliere-software-di-web-analytics</link>
		<comments>http://www.marketingori.com/2007/11/consigli-per-scegliere-software-di-web-analytics#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 23:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[analisi statistiche web]]></category>
		<category><![CDATA[software web analytics]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescogori.com/5-consigli-per-scegliere-una-piattaforma-di-web-analytics-professionale/</guid>
		<description><![CDATA[Raccomandazioni e spunti per chi si trova a dover acquistare un software di Web Analytics senza avere molta esperienza nel campo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per questioni professionali, mi sono trovato a dover fare una breve ricerca su cosa offre il mercato in fatto di piattaforme <em>word class</em> per la <strong>web analytics</strong>.</p>
<p>Dalla ricerca ne è uscita una relazione interessante, che oltre a chiarirmi molte idee sulle reali necessità dei progetti per cui opero, mi ha fatto riflettere su quanto è stato arduo fare una scelta imparziale tenendo conto di elementi quali <b>budget</b>, <b>facilità d&#8217;utilizzo</b> a colpo d&#8217;occhio del software e <b>ulteriori implementazioni</b> necessarie per il futuro.</p>
<p><span id="more-95"></span></p>
<p>A lavori quasi fatti, ho così pensato di mettere giù <strong>alcuni suggerimenti</strong> per chi si troverà a dover fare questo tipo di studio/scelta.</p>
<ul>
<li>Contattate le aziende di cui sentite parlare più spesso. In Italia ce ne sono di ottime per i software di web analisys. Fatevi contattare telefonicamente. Parlate con i responsabili per capire con chi avete a che fare e richiedete una <strong>demo del prodotto</strong>.</li>
<li>Durante la demo, non vi fate imbambolare dai grafici sui visitatori, pagine viste, ecc&#8230; ma accertatevi che la piattaforma offra i report che più si adattano alle <strong>necessità progettuali</strong>. Per capire meglio, mostrate il vostro sito web al responsabile e chiedete quali potrebbero essere le funzionalità caratteristiche a voi più utili.</li>
<li>Quando non capite qualcosa, non andate nel panico ma approfittatene per studiare il livello e la <strong>qualità della consulenza</strong>. Fate domande e chiedete informazioni sul tipo di rapporto che vi sarà riservato per il futuro.</li>
<li>Fate domande sul tipo di <strong>supporto tecnico</strong> previsto. Fate attenzione alla qualità degli strumenti utilizzati in fase di <em>corteggiamento</em> (skype, video conferencing, screen sharing&#8230;). In caso di problemi futuri, potreste rimpiangere di aver scelto l&#8217;azienda che utilizza strumenti di supporto non compatibili con la propria workstation.</li>
<li>Soprattutto se vi informate per attività d&#8217;agenzia, cercate di saperne di più sui tipi di <strong>partnership</strong> previsti per la rivendita del prodotto ai vostri clienti. Con i numeri alla mano, sarà più facile mostrare le performance di un sito e incentivare nuovi investimenti.</li>
</ul>
<p>Queste sono le mie considerazioni nonchè i punti che mi sono prefisso di rispettare nel condurre il mio lavoro d&#8217;indagine.</p>
<p>Mi piacerebbe che qualche esperto in materia &#8211; visto che tra i lettori ogni tanto se ne vedono <img src='http://www.marketingori.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  &#8211; condividesse qualche perla di saggezza. Mentre per i newbie come me&#8230; che cosa aggiungereste? Avete avuto esperienze analoghe alla mia?</p>
]]></content:encoded>
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